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Il Museo Etnografico "Regole d'Ampezzo"
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Il bosco, riserva per la comunità
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Con lo Statuto cadorino del 1338 venne riconosciuta la piena proprietà dei boschi alla comunità degli originari: i boschi posti in Ampezzo erano proprietà degli ampezzani e non di altri forestieri.
Nessuno poteva tagliare e vendere il legname di sua iniziativa. I boschi erano amministrati dalla Comunità d’Ampezzo,che curava il taglio e il commercio del legname e assumeva i boscaioli.

Le entrate derivanti dalla vendita del legname permisero di finanziare opere destinate alla collettività, acquistare grano e sale per la popolazione e persino effettuare distribuzioni di denaro ai capifamiglia.
Il legname serviva per costruire edifici, mobili e attrezzi da lavoro e per riscaldare le case nei lunghi inverni. Solo una congrua parte veniva venduta ai mercanti per l’industria cantieristica veneziana.