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Il Museo Etnografico "Regole d'Ampezzo"
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Ra viza
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La viza era un bosco protetto, in cui la Comunità aveva deliberato di non tagliare e di non pascolare bestiame per un certo numero di anni: quasi una riserva integrale ante litteram.
Lo scopo era quello di difendere un versante da frane o valanghe, oppure di costituire una riserva di legname utilizzabile dalla Comunità in particolari circostanze con valenza sociale.

La parola ampezzana viza deriva dal longobardo wizan con il significato di pena, multa, terreno protetto da una multa.
Antichi documenti riportano i confini esatti del bosco in cui veniva proibito il taglio e le pene applicate ai trasgressori che violavano le disposizioni.

Il territorio, attraverso i suoi nomi, conserva ancora il ricordo delle vizes, che all’epoca del passaggio di Ampezzo all’Austria nel 1511 dovevano ricoprire gran parte della valle:
- Viza de San Marco
- Viza de San Ròco
- Viza de San Baštiàn
- Viza de Noulù
- Ra Viza
- Parù de ra Viza
- Pian de ra Viza
- Viza de inze

Il bosco protetto di Noulù, rimase integro per oltre duecento anni; alla metà dell’Ottocento fu in parte tagliato per la costruzione del Campanile di Cortina e di una serie di segherie sul torrente Boite.