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Il Museo Etnografico "Regole d'Ampezzo"
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Schioppo a vento
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Lo Schioppo a vento Gillardoni è il nome di un'arma ad aria compressa individuale in dotazione all'esercito imperiale austroungarico verso la fine del XVIII secolo.
Fu il primo fucile ad aria compressa utilizzato in operazioni militari.
Prese il nome da Bartolomeo Gilardoni(1744–1799), orologiaio e fabbro di Cortina d'Ampezzo. Fu adottato dall'esercito austroungarico su esplicita richiesta dell'imperatore Giuseppe II, che fece costituire dei reparti speciali dotati di queste armi.
In tutto ne vennero prodotti circa 1300 esemplari, utilizzati in gran parte nell’ultima guerra contro i turchi ottomani(1787-1788).
L'efficacia è documentata tra l'altro dall'ordine napoleonico di fucilare chiunque fosse stato trovato in possesso di quest'arma.
Il fucile, troppo delicato e soggetto a frequenti riparazioni, venne sostituito nel 1801 dal fucile Stutzen ad avancarica.

Il fucile di Gillardoni non produceva né fumo né troppo rumore, aveva la capacità di sparare anche 20 colpi senza ricaricare, nella parte posteriore c'era il serbatoio dell’aria compressa a circa 200 atmosfere.

L’esemplare esposto è uno schioppo a vento da caccia di Colli-Lacedelli.