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Museo Etnografico "Regole d'Ampezzo"
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Il nuovo allestimento museale trova sede in una segheria ristrutturata.
Il percorso museale è stato totalmente ripensato e incentrato sulle Regole d'Ampezzo, quale secolare proprietà collettiva della valle di Cortina d'Ampezzo.

Il percorso è sviluppato nei due piani superiori dell'edificio. Al primo piano viene presentata l'istituzione collettiva delle Regole d'Ampezzo; al secondo piano è rappresentato il territorio regoliero e la gestione collettiva di boschi e pascoli.

Nel piano seminterrato è stato realizzato un allestimento, che permette di fare delle piccole esposizioni tematiche, sono visibili le pregevoli collezioni di artigianato artistico - ebanisteria, filigrana d'argento, ferro battuto - e i costumi tradizionali.
Nello stesso piano si trova un'aula didattica.

L'esposizione ha lo scopo di far capire a tutti i visitatori del museo come dietro un paesaggio di boschi e pascoli, che tutti ammirano, vi siano scelte secolari, che le generazioni passate hanno compiuto, come la proprietà collettiva abbia costituito in passato la fonte essenziale dei mezzi di sopravvivenza della comunità ampezzana e come l'istituzione, tuttora riconosciuta, sia oggi ancora valida e operante.

Attraverso un'esposizione selettiva di oggetti e di immagini il museo documenta alcuni aspetti importanti della cultura della comunità ampezzana: il patrimonio di tradizione, le modalità di gestione dei boschi e dei pascoli, il secolare rapporto tra uomini e territorio.

 

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  • EL SAÉ DE RA MAS
    Percorso tematico

    Il Museo Etnografico delle Regole d’Ampezzo custodisce la storia di questa antica istituzione, insieme ai saperi e alle abilità manuali legati alle attività tradizionali. In occasione di Expo 2015, il museo propone un percorso tematico legato alla produzione alimentare nella conca ampezzana.
    Molti dei piatti della cucina tradizionale non sono altro che la rielaborazione dei piatti più poveri che i contadini che abitavano la valle portavano ogni giorno in tavola prima dell’avvento del turismo. Piatti che non si discostano molto da quelli delle popolazioni tirolesi o trentine con le quali gli ampezzani hanno condiviso la stessa storia per oltre quattrocento anni. L’alimentazione era basata sulle risorse del territorio: sapori e profumi realizzati col poco che si trovava nelle case e che crescevano nei campi e negli orti e coi prodotti degli animali che si allevavano nelle stalle di tutte le famiglie. Gli oggetti esposti - tutti indicativamente successivi agli inizi dell’Ottocento - raccontano una storia, seppur parziale, di adattamento dell’uomo al luogo che lo ospitava. Anche, e soprattutto in questo caso, nell’importante momento del pasto.

    Il percorso tematico si articola nel museo integrandosi con le sezioni permanenti dedicate all’agricoltura, alla famiglia, al pascolo.
    Nella sala interrata sono esposti antichi utensili per cucinare, ma anche alcuni oggetti per la lavorazione del latte appartenuti alla Latteria Sociale di Cortina e attrezzi da macelleria.
    I dipinti esposti, provenienti dall’archivio delle Regole d’Ampezzo, mostrano la quotidianità delle case ampezzane e il ruolo centrale della donna nella gestione domestica.
    E la donna è protagonista anche dei filmati antropologici proiettati al piano terra, realizzati da Francesco De Melis nell’ambito del progetto Montagne di cibo. La cucina veneta tra storia e memoria, avviato nel 2009 dal Museo Etnografico di Seravella.
    Ispirata a questi filmati è la video testimonianza della ricetta del brazolà, realizzata dagli studenti delle scuole secondarie nell'ambito del progetto didattico Giornalisti del Paesaggio.

    El saè de ra mas - La preparazione del Brazolà

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    Regole d'Ampezzo - Via Mons. P. Frenademez, 1 - I-32043 Cortina d'Ampezzo - Codice fiscale e partita IVA 00065330250