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Storia della Collezione
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Mario Rimoldi
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Il collezionista - Seconda parte
foto Nel 1951 viene eletto Sindaco di Cortina e sarà protagonista dell'avvenimento che darà una svolta alla vita della cittadina ampezzana: le VII Olimpiadi Invernali.
Per l'organizzazione di quest'ultime, e non solo, egli riceverà riconoscimenti di ogni tipo.

Ricordiamo che ragguardevoli offerte continuavano a giungere, in quel periodo, per l'acquisto delle tele di sua proprietà (ormai più di mille): gallerie di tutto il mondo ambivano a farle proprie, ma anche le più prestigiose riuscirono ad ottenerle solo in prestito e in tempi definiti.
Ormai quelle opere erano diventate vitali per il nostro appassionato d'Arte. è da sottolineare che, se inizialmente i gusti di Rimoldi erano orientati verso l'arte dell'Ottocento, dal dopoguerra i suoi interessi si erano estesi agli artisti del suo secolo. La collezione era così divenuta via via più completa e quindi, più ricercata. Tutto ciò, unito al fatto che le sue opere venivano pian piano inserite in cataloghi d'importanza internazionale, fu il riconoscimento più significativo di un singolare fiuto.

L'apertura a un mondo artistico sempre più vario gli venne anche dal filo diretto, che egli seppe stabilire con la Biennale di Venezia e da innumerevoli viaggi, che effettuò in Italia e all'Estero per visitare mostre di ogni genere. Questa vita variopinta e ricca di emozioni non lo vide però allontanarsi dalle sue montagne e, in cuor suo, continuò fino alla morte ad alimentare il sogno di realizzare una Galleria nella amata Cortina.
La moglie, Rosa Braun, rimasta vedova nel 1972, donò la parte più prestigiosa delle opere da lui raccolte alle Regole d'Ampezzo, l'espressione più antica di quello spirito comunitario che da sempre ha animato le nostre genti e che, come abbiamo potuto comprendere, non è certo mancato nell'intensissima esistenza di Mario Rimoldi.
è così che dal 1974 una parte delle opere da lui collezionate fanno buona mostra di sé alla Ciasa de ra Regoles, donando emozioni sempre nuove a chi le ammira e mantenendo vivo lo spirito artistico del loro "padre adottivo".

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