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Gestione del patrimonio

L'attività secolare delle Regole è stata la gestione dei pascoli. Successivamente le Regole hanno assunto anche l'amministrazione collettiva dei boschi e del legname.  Oggi le Regole d'Ampezzo mantengono queste due funzioni tradizionali, amministrando un territorio con finalità agro-silvo-pastorale e con una funzione di tutela ambientale sempre più determinante.

Taglio e vendita del legname

I boschi regolieri si estendono su una superficie di circa 16.000 ettari, dal fondovalle al limite superiore della vegetazione. Sono costituiti in prevalenza da conifere: abete rosso, larice, abete bianco, pino cembro. Le fasi di taglio  e vendita del prodotto forestale rimangono ancora un’attività fondamentale delle Regole, sia dal punto di vista dell’impegno lavorativo, sia del ricavato annuo.

L’allestimento e l’esbosco, cioè il prelievo del legname dalla foresta e il suo trasporto verso le segherie, necessitano di un continuo mantenimento della viabilità forestale, attività che viene svolta dalle Regole attraverso continui lavori di sistemazione delle piste forestali, sviluppate su una rete di centinaia di chilometri. L’attività viene regolamentata da un Piano di assestamento forestale e organizzata direttamente dalle Regole, che si servono di ditte specializzate per le varie fasi del lavoro.

Diritto di legnatico

Legname da rifabbrico

Uno dei diritti dei Regolieri è la possibilità di ottenere il legname per la costruzione, la ristrutturazione e il mantenimento della prima casa di abitazione. Il diritto, detto di "uso interno", viene esercitato anche oggi secondo le disposizioni dei Laudi, da secoli molto chiari sull'argomento: si può ottenere "in relazione ad accertate esigenze familiari e non industriali", e ogni anno viene tenuto per i Regolieri il miglior legname proveniente dai tagli del bosco.

Legna da ardere

Regolieri spetta una quantità di legna da ardere per il riscaldamento domestico: l'uso della cucina economica, špórer e della tradizionale stufa, fornèl, è ancora molto diffuso, e spesso sono la principale fonte di riscaldamento delle case ampezzane. Il Laudo attuale stabilisce che ogni famiglia ha diritto annualmente a 7 metri steri di legna più 1 metro stero per ogni componente. I Regolieri raccolgono la legna direttamente nel bosco, oppure viene consegnata loro a casa contro il rimborso delle spese di allestimento e trasporto.

Attività di pascolo

L’attività di amministrazione dei pascoli viene esercitata dalle singole Regole e non dalla Comunanza Regoliera. Delle undici antiche Regole Ampezzane, solo quattro mantengono l’attività di pascolo, essendosi ridotto in modo considerevole il numero di capi di bestiame ogni anno alpeggiati. Le singole Regole stabiliscono la quantità dei capi alpeggiati e si accordano con i vari allevatori per il soggiorno estivo del bestiame sui pascoli ampezzani. Quattro malghe sono ancora attive: ra Stua e Federa sui pascoli alti; Larieto e Pezié de Parù sui pascoli bassi.

Sui pascoli regolieri vengono ospitati ogni anno circa 400 bovini, per la maggior parte vitelli e manze, e oltre 700 pecore, più qualche decina di capi fra cavalli e capre. La maggior parte di questo bestiame, però, non proviene dalla Valle d’Ampezzo e non appartiene ai Regolieri: esso viene alpeggiato da allevatori delle valli limitrofe, Val Pusteria, Badia, Livinallongo. Nella valle di Cortina d’Ampezzo gli allevatori sono rimasti in pochi e il loro contributo in numero di capi allevati non soddisfa le esigenze di mantenimento dei pascoli. Un tempo l’alpeggio del bestiame era una necessità di vita per le famiglie regoliere; oggi l’attività del pascolo viene esercitata principalmente per il mantenimento di un assetto paesaggistico, turistico e ambientale del territorio.

Le Regole continuano la loro secolare attività, procurando i pastori per il bestiame e controllando lo stato di salute dello stesso mentre alberga fra i monti. Le malghe sono legate oggi a un esercizio di ristorazione, rifugio o agriturismo, in modo che il pastore possa integrare il suo compenso anche con ricavi di tipo turistico-ricettivo: un modo per dare una speranza all’attività pastorale, purtroppo in declino su quasi tutto l’arco alpino.

Beni e usi diversi

Il patrimonio delle Regole non è di soli boschi e pascoli, ma consta anche di un discreto numero di fabbricati. Sulla proprietà regoliera esistono circa un centinaio di altri fabbricati, dalle malghe ai rifugi alpini, dalle strutture sciistiche ai fabbricati di servizio per il personale. Molti di questi immobili sono affittati o concessi ad altri soggetti, ma è compito delle Regole, proprietarie, controllarne costantemente l’uso e la destinazione.

Le montagne dolomitiche al di sopra dei pascoli, di proprietà demaniale sono da circa vent’anni in affitto alle Regole. Non c’è un vero e proprio utilizzo diretto di questi beni, già protetti dalla legge, ma vengono comunque tenuti in concessione per scongiurare eventuali abusi da parte di privati speculatori, vista la straordinaria importanza paesaggistica di questi massicci dolomitici (le Tofane, il Cristallo, la Croda Rossa, la Croda da Lago, ecc.).